piantalà ed il padrone invisibile

di el

mi piace questo silenzio.

non capisco perchè gli uomini siano convinti di doverci parlare, a noi piante.
non che mi dia fastidio la voce umana, sia chiaro, ma chiacchierano talmente tanto da diventare quasi insopportabili.
vivo su un davanzale di un ufficio e non ho grandi pretese. il mio unico vero bisogno è un filo d’acqua all’occorrenza ed un piccolo raggio di sole.
sono una piantina piccola non molto esigente anche se trovo davvero divertente lamentarmi e sbraitare, prendere in giro e fare le linguacce. tanto poi nessuno mi vede e mi sente.

le mie giornate trascorrono così fra il chiasso umano e l’indifferenza quasi totale.
ci sono ore in particolare in cui nessuno si ricorda di me e mi ritrovo a sorridere ironica, sollevata.
quando nessuno fa rumore, tutti presi a lavorare e sbuffare alla tecnologia, posso finalmente girare le mie foglie e respirare con tutta me stessa. è in questi momenti che una nuova fogliolina spunta, tenera tenera e verde verde come ricordo di questa pace. e allora mi guardo e mi sento migliore, cambiata.

quando ad una certa ora tutti scappano via è in un certo senso il momento più duro della giornata.

quando anche dio Sole pare voler abbandonare il mondo.

l’ufficio si svuota ed io resto sola. come stasera.
un brivido freddo, il silenzio si trasforma in paura e l’anidride carbonica esce dal mio corpo come a difendermi, adrenalinica. rumori della strada ovattati da questi vetri così spessi, chiusi di sera.
il mio carattere dà il meglio di sè. i problemi vengono a galla. mille domande, mille insoddisfazioni. possibile che nessuno si accorga che le mie radici non entrino più nel vestito? che nessuno si accorga del mio desiderio di cambiare look? abiti più larghi, sciogliere questa treccia, cambiare la terra dove sono seduta. per non parlare di questo terribile fiocchettino blu, si d’accordo che sono un maschietto ma sempre pianta con la a… poi, però, ecco che arriva lui. il mio padroncino invisibile, da un’altra dimensione a proteggermi.
mi guarda, mi racconta favole e tutto sembra più facile. mi pulisce il vestitino d’acciaio. accarezza le foglioline e gioisce con me per le nuove nate. mi scioglie il fiocco e lo rifà più preciso tanto da farlo sembrare bello, proprio mio. andiamo a fare lunghe passeggiate sul terrazzo. giochiamo, ci prendiamo in giro. ridiamo ed il tempo corre veloce. spesso sono così felice che vorrei fosse notte per sempre.
ma ecco il sole.

ed ecco me. sono Piantalà.
spesso inutile arredo di un triste ufficio al quarto piano. spettatore di crisi lavorative ed insoddisfazioni personali. ma questo non conta. perchè il mio padrone, anche se invisibile, è sempre qui, accanto a me.
e con lui, quel bel sole giallo e questo sorriso non mancheranno mai.

(al mio amico invisibile)

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