melagrassa e stellofino

di el

dal diario di stellofino

non capisco come mai tutti parlino solo di stelle, forse non lo sanno che esistiamo anche noi quassù? noi stelli, dico.

eppure ci distinguiamo bene. brilliamo quando vogliamo, ci nascondiamo e poi torniamo a piacimento.

io sono stello, ci sono tutte le vostre notti. mi piace esserci, ballare e brillare fino allo sfinimento.

abbiamo una bella vista.
di giorno, che poi non è altro che la vostra notte, quassù il tempo è davvero infinito e abbiamo imparato a vedere sempre di più, sempre più lontano per non annoiarci.
la verità è che da qualche tempo non riesco ad andare oltre un piccolo frutteto, da quando ho intravisto per la prima volta un buffo personaggio rosso e verde, tutto tondeggiante.
era l’unico sveglio durante il giorno e si girava e rigirava su di un ramo che sembrava troppo scomodo e appesantito per la sua statura. e credo si sia accorta anche lei di me, melagrassa. lo spero almeno.
quando provo a mandarle segnali con la mia polvere vitale, lei risponde dondolandosi. tutta paffuta, bella e ancora non matura mi sorride riflettendo la mia luce. ah come la disegna bene, le accompagna il profilo disegnandola nella sua rotondità. la mia luce sembra nata apposta per creare le sue forme, dalle ombre alla vita. lei, con quelle lunghe foglie ad accarezzarla, così vicine da farmi diventare invidioso di loro.
vorrei portarla qui con me e farla diventare stella

onair –jeff buckley – morning theft

dal diario di melagrassa

anche questa mattina piove. l’acqua scende giù sottile ma fitta. il vento è freddo, intenso ed ogni colore pare essersi spento.

mi guardo e anche il mio bel rosso oggi sembra aver perso vigore, come troppo lavato, scolorito.

le foglie che mi fanno da mantello, bagnate, mi si attaccano addosso soffocando e opprimendo, raffreddandomi.
credo proprio di essermi presa un bel malanno. provo a non pensarci guardando in su ma oggi queste nuvole sembrano non volersene andare, dispettose mi impediscono di fissare il cielo.

aspetto il vento e continuo a pregarlo affinché apra almeno un piccolo varco sopra la mia testa che mi permetta di spiare lassù, di osservare anche solo per un attimo la mia stella. è diventata un’ossessione ormai, ogni istante spero arrivi la notte in ogni giorno in cui rimpiango la sera.

questa pioggia, questo cielo, queste nuvole oggi, proprio non mi lasciano sperare graffiandomi in faccia la verità. io sono una mela, costretta su questo ramo, e lui è lontano.

per oggi mi aggrappo al suo ricordo, quello del suo calore su di me, della sua luce che mi accarezza.
è incredibile come anche a distanza di milioni di anni luce io riesca a sentirlo vicino, a sentirlo mio.

chissà se anche lui mi sta cercando.

e poi eccolo finalmente. la sua luce mi solletica, mi muovo un po’, ed ora che sorrido lacrimando, sembra quasi che il suo raggio diventi più intenso, che voglia giocare con me a scoprirmi e accarezzarmi. non sono solo mie illusioni, non posso sbagliare. godo ogni istante della sua presenza senza fermarmi a pensare ma alla fine sarà inevitabile farlo, che speranza possono avere una stella ed una mela insieme?

onair elliott smith – cupid’s trick

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