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di el

guardo davanti a me consapevolmente. fisso al di là del vedibile con lo sguardo bloccato fra gli universi.
so chi sono. mi conosco. mi vedo riflesso e non mi scompongo. ogni briciola di me è sempre uguale a se stessa per ora. sono forte e squadrato. fiero e possente, eretto sul mio busto. tutto pulito, bianco come il latte. penso a me stesso e rifletto sulle mie potenzialità. io sono potente. io sono e nessuno sarà mai come me.
in questa realtà di pastelli e matite regno incontrastato come supervisore supremo. come dio decisionale.
fortunato a nascere nell’era delle penne, del computer e della tecnologia avanzata, la mia vita è destinata ad essere eterna.
io posso distruggere ogni cosa mi capiti davanti. sono in grado di far sparire ogni oggetto, ogni elemento a mia discrezione. volontariamente o no, posso scegliere della vita del conosciuto e del già visto, dell’ignoto e dell’assurdo. ma proprio per questo sono anche debole e sottomesso. fragile e delicato. i miei desideri entrano nelle mani della massa e questo potere, questa incontrastata forza che molti di voi amerebbero, diventa tortura.
e allora, per il momento, non posso far altro che nascondermi. affacciato alla finestra guardo il mondo muoversi. i colori cambiare, la vita evolvere negli anni.
le persone invecchiano, gli oggetti si deteriorano. ma io resto qui perché.
se non mi muovo, se non mi consumo. se non agisco, io non uccido.
se non mi vedono, se non mi usano io evito morte.
resto fermo qui.

sono una gomma, di una marca che non esiste più. una gomma da cancellare. ho gli angoli arrotondati dal tempo, tempo che ha finito per ammorbidire anche me insieme al mio essere perfettino e precisino.
angoli smussati, consumati da tutti e due i lati.
ci sono abituato ormai. con il tempo si sorvola su tutto, come anche al fatto di essere stato usato i primi giorni e poi dimenticato su un tavolo, in un porta penne o in un cassetto.
confesserò che alla delusione inziale è sopraggiunta la serenità. se non mi vedono, non si ricordano di me. se non mi usano, io non elimino probabili creature che potrebbero nascere, non cancello ricordi, non distruggo emozioni. ci penserà qualcunaltro, certo. il tempo, la pioggia, l’usura, il fuoco.
vivrò per sempre, d’accordo.
ma resterò invisibile.

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