intermittenze

di el

arriva sempre un giorno in cui tutte le cose che avevi rimandato, rimosso, cercato di dimenticare ritornano a galla.

la vita è scandita da alti e bassi e si sa, i bassi si fanno notare di più, fastidiosamente rimbombano e fanno tremare la terra sotto i piedi.

per fortuna, però, arriva anche un giorno in cui tutto sembra più leggero. un giorno qualsiasi, come oggi.

ho finito di leggere un libro, il libro.

quello che avrei voluto scrivere. troppo pretenziosa, lo so.

l’ho chiuso e l’ho sentito mio. l’ho riaperto e l’ho risfogliato. sono tornata indietro a cercare le parti che avevo segnato con un’orecchietta sulle pagine. le ho rilette.

non capita spesso di trovare libri che mi piacciono così tanto. forse è piaciuto solo a me o forse mi è capitato fra le mani nel momento giusto. chissà.

parlo di saramago e del suo stile.

parlo de le intermittenze della morte. ironico, paradossale, genuino, geniale. non un mattone, non un saggio, un libro facile e leggero nonostante tutto.

un racconto sulla morte che nulla ha di davvero triste ed opprimente. dove la morte è uno scheletro ma anche una donna.

è succube del suo destino di morte ma anche rivoluzionaria. è pungente e delicata. è morte con la m minuscola, come piace a me.

farfalla nera con un teschio bianco e duecentottantaquattro buste da lettere viola.

morte, questa morte

come me

prova a vivere.

preoccupiamoci di essere, giocare, amare.

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