insomnia

di el

me ne vado camminando silenziosa. prendo forma, mi rilascio poi di nuovo.
leggera senza sosta, or pesante. cosa sono senza l’uomo, non esisto.
chi mi odia. chi non sa, indifferente. son compagna della notte ad occhi aperti. accompagno folli e geni, stessa stirpe.
vedo scritti, pianti e muri bianchi. sogni grandi come vite mai vissute, invenzioni appunti fitti senza luce.
come sono nata chi lo sa, da sempre esisto. negli anni il mio volere mutar non puote, indispensabile operato in ore morte.

insonnia, mi chiama la miseria.
vita, chi del mio lavor, lavor riscuote.
leggiadra me ne vado svolazzando, pesante mi soffermo con dispetto.
scruto menti e ai lamenti porgo il riso.

ingrato colui che nemmen un minuto lascia al pensiero ‘che il creare al sonno mal si sposa.
tempo fugace, tienne conto.
un inchino a me senza confronto.
au.revoir

anotherday

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