dodici12dodici

di el

 

In questa notte di quasi natale

Prendo in mano un pezzo di carta. Spesso, un po’ ruvido.
L’ho trovato sotto l’albero, in questa notte di quasi Natale.
è opaco. Nero da un lato, bianco dall’altro. Un pezzo di carta, sotto l’albero. Albero che questa mattina non c’era.
Mi guardo intorno, c’è un caminetto acceso. Chiudo gli occhi. Scuoto la testa, li riapro. Il caminetto è ancora lì. Eppure non c’era!
Credo di non sapere più dove sono, forse è un sogno, sento la testa ovattata.
Mi avvicino al caminetto, mi siedo. Il pezzo di carta è ancora fra le mie mani. Lo osservo ancora, lo osservo meglio.
Gli occhi sembrano abituarsi al nero, a quell’intensa oscurità, come quando al buio ci sei dentro. è una foto, una foto che si sta sviluppando, una polaroid. A destra ora è comparsa una figura. Ecco, questa proprio non me l’aspettavo. Una giovane donna vestita di bianco, lei è bianca di cera. Ha qualcosa fra le mani, forse è seduta. Sta scrivendo qualcosa.
Un accenno di tristezza compare sul suo viso; la foto sembra si stia formando davanti i miei occhi, sembra stia mutando. Bianconero marcato.


Di nuovo buio ora.
Aspetto guardando il fuoco, aspetto la prossima foto. Non passa molto tempo prima che la ragazza si sposti al centro dell’inquadratura, è ora giorno da lei, lei che forse si è appena pettinata. La finestra è aperta ed il sole entra prepotentemente
Bianconero bruciato.
La ragazza si sta preparando per qualcosa, pare serena. Buio, di nuovo.
Un gatto si siede sulle mie gambe, a guardare il fuoco.
Ed ecco apparire delle persone, la foto si popola. Tanti amici si abbracciano e si sorridono. Bianconero virato.
Sembrano amici di una vita, amici di sempre, il calore degli sguardi, luce piena.
Mi tremano le mani, la foto cade nel camino, la guardo accartocciarsi nel fuoco. Piango lacrime di nostalgia, come se quella storia fosse un po’ mia.
Ed ora è perduta.
Il fuoco si spegne, il gatto fugge. Mi ritrovo in piedi sotto l’albero. Chiudo gli occhi scuotendo la testa, li riapro e mi sento più vera, forse sveglia.
Sento delle voci deboli, poi più forti. Mi giro e mi accorgo che loro sono tutti qui, i ragazzi della foto, attorno a me. Mi rendo conto che quella ragazza ero io. Quella ragazza sono io. E i miei amici siete voi. Lontani ma vicini, separati ma uniti.
Che il cuore ritrae, il cuore dipinge. Che le foto fermano emozioni. Emozioni che non si fermerebbero senza di voi.
Che le foto in bianco e nero tutto sommato, sono piene di colori.

e siccome che ad halloween ci siamo voluti tanto bene
e siccome che  avevamo tanto sperato di poterlo fare di nuovo, abbiamo deciso di farlo. semplicemente.

abbiamo deciso di provarci noi, ma questa volta senza lei. proprio perché per lei, per il suo compleanno.

ed è stato bello, è stato divertente, è stato sfiancante ma appassionante.

e mi è servito.
a conoscere meglio alcune persone che non conoscevo abbastanza. a trovare un po’ di amore in più, che non è mai troppo.

e quindi auguri Iaia e grazie. a te e a tutti i picchiatelli che hanno partecipato

(un grazie doveroso in più a leilei e lui )
(e pingpong sia)

 
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