propriononsaprei

tant'è

il cielo sopra.

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c’è confusione. cerco di respirare, aria nascosta mentre il nulla si insinua trovando il suo spazio nel disordine. caos svuotato sconfina nel silenzio, pugni chiusi si allargano dentro lo stomaco.
ossimori, presenze invisibili. parentesi chiuse, linee curve che a malapena eri riuscita ad immaginare di aprire. tutto corre senza scorrere, tutto scivola, non ne vivi l’essenza ma riesci ad evidenziarne conseguenze e limiti. se soffi le briciole non volano.
fucile puntato, canna fra gli occhi. ancora fuma, qualcuno ha già sparato. se ne annusa il calore. la cicatrice è già impressa, brucia pelle, brucia parole. il male, lui è dentro. polmoni, cuore, saliva ti strozza. trattengo il respiro, sto attenta alle mine.
mi fermo qui. mi fermo ripartendo.
prendo in mano il biglietto di un aereo, crocifisso di bambina impaurita. prendo in mano i miei progetti misti a paure.

non penzolare ma vola  der himmel über berlin

“Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia? come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora. Vivere, basta uno sguardo. Il circo mi  mancherà. È buffo non sento niente. È la fine e non sento niente. Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente, come se il dolore non avesse un passato. Tutta la gente che ho conosciuto che resta e resterà nella mia memoria – finisce sempre proprio quando sta per cominciare, era troppo bello per essere vero, finalmente fuori in città, chi sono io? chi sono diventata? la maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. Ho aspettato un’eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa; poi sono andata all’estero, qualcuno che dicesse ‘oggi ti amo tanto’ come sarebbe bello. Devo solo alzare la testa e il mondo sempre davanti ai miei occhi, mi sale nel cuore. Quando ero bambina volevo vivere su un’isola, una donna sola, potentemente sola.
Sì, è così .. è tutto così vuoto, slegato, il vuoto, l’angoscia, l’angoscia, l’angoscia come un animaletto che si è perso nel bosco. Chi sei tu, non lo so più.
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fe cosa?

felicità. io non ci ho mai creduto.
ho sempre pensato fosse per i bambini e gli ingenui, per i superficiali.
ho da poco finito di leggere un racconto. secondo l’autore non è possibile stabilire quale sia l’ora della vita più felice in assoluto perché, se crediamo sia una nel passato, non è detto che non ce ne sarà una ancora più felice. che ottimista sconsiderato.
felicità no. ho avuto momenti forti, ovviamente ne ho avuti. emozioni. episodi che mi hanno fatto commuovere e mi sono rimasti appiccicati dentro anche se non sempre puri ed incontaminati.
il primo ricordo è una me bimba sul lettone con mia madre a giocare, fare la lotta, farci il solletico. ma subito mi torna in mente lei che, seduta per terra con quel bel sorriso, si lascia scappare una lacrima. che da bambina non ci pensi che tua madre possa essere triste, stare male. lo realizzi quando anche tu, come lei, provi a star bene e cerchi di nascondere quel malessere che ti gonfia dentro. gioia dunque ma anche amarezza.
ricordi belli li associo a lei, alla sua bontà che ho sempre dato per scontata, come espansa nel mondo. bontà che mi manca ora che sono lontana. effettivamente è da quando non vivo più lì che ho smesso di credere in tutto, nelle persone soprattutto. circondata da amore, protezione, sincerità e lealtà credendo fossero normalità. andando a vivere da sola ho scoperto quanto invece sia raro trovarle altrove. ormai,a distanza di quindici anni, so che erano menzogne anche quelle. ma questa è un’altra storia.
momenti felici, dicevamo. ho pianto di gioia, in età più adulta, ad un concerto. una lunga attesa, poi la musica forte dentro sulla pelle. calda e densa lungo la schiena. ma no, quella non era felicità, era più amore, invasione, riempimento.
e infine quella volta, ancora, che ho visto l’oceano.
il silenzio, una spiaggia bianca, deserta. io e l’acqua, fredda. i miei piedi e lo sguardo all’infinito. ma,ancora una volta non era quella roba lì, credo fosse più pace, benessere.

felicità? ma cos’è?
voi siete o siete mai stati felici?