Regina.

di el

In questo ingarbugliarsi di scadenze sommerse da pretese, dentro un cumulo di sì, certo ce la faccio, abbracciando lacrime di no, non sono in grado. Dentro questo intrecciarsi di impegni non si ha tempo di gustare la fine o un nuovo inizio. Si corre sempre, una staffetta dove sei tu l’unico atleta, lo immagini? corri corri facendo l’ultimo scatto, quello decisivo. Passi finalmente il testimone e a chi lo passi sei tu. Tutto da rifare, le energie mancano, l’arrivo dov’è?
È così che, non so bene come, mi ritrovo dentro un carcere insieme ad altri tredici detenuti. Ops.
Purtroppo, però, io posso uscire quando voglio. Devo ammettere che è strano. Mi lego a loro, un rapporto che ha un inizio e avrà una fine, sì, appena smetterò di essere la loro insegnante. È strano anche questo, lo è per me. Ho la conferma che cercavo, quella di non essere in grado. Non so essere distaccata, non so ricoprire il ruolo. Preferisco unirmi a loro e starli ad ascoltare, hanno più cose loro da insegnare a me che io a loro, non trovi? E mi sento bene chiusa lì dentro, libera più di quanto non lo sia mai stata fuori, senza telefono, senza internet, solo con loro. Giancarlo mi chiede il perché e io non so rispondere, non davanti a lui che di libertà non ne avrà per molto. Il mio tempo lo spreco, il mio tempo lo vivo? Rimando, non faccio altro che rimandare. Mi lamento, non faccio altro che sbuffare. Allora mi resetto, questo tempo me lo voglio godere, queste persone le voglio conoscere perché sono vere. Non hanno paure. Non di me, non del mio giudizio figuriamoci. Senza peli sulla lingua si aprono e si raccontano, ti descrivono, ti scrivono.
Alcuni hanno dei sogni troppo grandi, altri sanno di non poter far altro che restare o tornare. E io mi affeziono e faccio il tifo, mi schiero dalla loro parte. E la testa non capisce, sopraffatta dal cuore, come sempre. Mi sento sbagliata, magari hanno rubato qualcosa anche a me, e mi sento complice, potessi li farei scappare.
Ora che è tutto finito, ora che li ho abbracciati e salutati probabilmente per sempre, ora sono pentita.
Dovrò recuperare, redimermi. Tornerò da loro e glielo dirò, dirò grazie.

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